


Già nel 1809 Nicola Martiniano Tarino si era occupato del recupero del chiostro con destinazione a Ricovero di mendicità per il Dipartimento della Sesia.
L'architetto aveva in precedenza meritevolmente operato nel Biellese, lasciando insigni testimonianze delle sue realizzazioni quali un intervento nella chiesa di San Biagio a Biella (1776), la cripta sotto il Battistero del Duomo (1791), del quale divenne "architetto della fabbrica".
Nel 1808 progettò il campanile di Zubiena e nel 1816 operò a Candelo, per la realizzazione del nuovo Municipio; viene ricordato anche per l'apparato della terza incoronazione ad Oropa (1820) e per il progetto del nuovo Cimitero di Biella (1827).
L'intervento sul chiostro provocò notevoli modifiche, quali l'inserimento di due nuove grandi scale, sormontate da altrettanto grandi abbaini, caratterizzanti la copertura e gli spazi sottostanti.
Numerosi altri piccoli abbaini contribuirono all'illuminazione degli interni attraverso lucernari molto originali, creanti un'atmosfera di grande effetto.
Dal 1829 al 1860 la Basilica fu custodita dai Frati Francescani, tornati nel 1920 e tuttora presenti.
Dal 1986 il complesso è stato sottoposto ad una poderosa opera di restauro voluta e finanziata dall'Amministrazione Comunale di Biella, che ha destinato l'immobile ad ospitare il "Museo del Territorio Biellese", inaugurato nel 2001.
Con la Palazzina "Felice Piacenza", sede della Biblioteca Civica, ed il vicino Archivio di Stato costituisce il polo culturale della provincia biellese.