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Goya. I Capricci, I Disastri della Guerra, Le Follie

Biografia di Goya

Incisione con l'autoritratto di Goya, a mezzo busto e di profilo, con abito dell'epoca e cappello a cilindro. Sotto l'incisione c'è il nome dell'artista.

Francisco Goya y Lucientes nasce il 30 marzo 1746 a Fuentetodos, nei pressi di Saragozza, figlio di un doratore di origini basche.
Nel 1759 inizia un periodo di apprendistato di quattro anni presso lo studio di Luzàn, amico del padre e pittore modesto, ma presso il quale può studiare le incisioni di grandi maestri.

Nel 1770 compie un viaggio in Italia, durante il quale risiede a Roma per oltre un anno. Al ritorno in Spagna nel 1771 riceve l'incarico di affrescare la chiesa di Nuestra Señora del Pilar a Saragozza.
Due anni dopo si trasferisce a Madrid, dove sposa Josefa Bayeu, sorella del pittore Francisco, di cui Goya si dichiara allievo. Il rapporto con il cognato sarà di aiuto all'artista ma anche problematico.
Nel giro di poco tempo, grazie alle sue opere dallo stile molto personale, diventa un pittore alla moda. Viene incaricato di realizzare i cartoni per gli arazzi dell'arazzeria reale di Santa Barbara e per gli appartamenti reali.

 
 

Nel 1780 viene eletto all'unanimità membro dell'Accademia di San Fernando a Madrid, al posto del pittore Mengs, morto l'anno precedente.
Tra il 1780 e il 1800 Goya svolge un'intensa attività come ritrattista di personaggi dell'alta società; tra i suoi committenti ci sono i duchi di Osuna e di Alba, il banchiere e conte Cabarrùs, il conte di Floridablanca, l'infante Luis e la famiglia reale. Nel 1786 viene nominato pittore del re e dopo tre anni pittore di camera del Carlo IV, carica che rappresenta il culmine della carriera di un artista di corte.

Intanto le notizie della Rivoluzione francese provocano turbamenti e disordini a corte e i nobili liberali, protettori di Goya, si torvano in posizione critica. Lo stesso Goya ha dei problemi, ma il re continua a commissionargli opere, che il pittore, pur sentendosi inadeguato, accetta per non perdere lo stipendio. Chiede comunque una licenza e si reca a Valencia e in Andalusia. Nel 1792 è a Cadice quando viene colpitola una gravissima malattia che lo porterà presto alla sordità, aggravata dal continuo impiego di pigmenti a base di piombo.

 
Uno dei Capricci più famosi: Il sonno della ragione genera mostri. L'incisione raffigura un uomo seduto su una sedia e con le braccia e testa appoggiate su un tavolo a sinistra, addormentato. Alle sue spalle gufi, pipistrelli, una pantera e altri mostri, che incombono su di lui.

Nel 1795, quando muore il cognato Francisco Bayeu, prende il suo posto come Direttore dell'Academia de Pintura, carica che ricoprirà per due anni.
Nel 1796 soggiorna presso la duchessa d'Alba in Andalusia e probabilmente ne diventa l'amante; la donna è spesso protagonista dei suoi disegni e incisioni. Trascorre con lei l'estate a Sanlùcar de Barrameda dove realizza una serie di disegni i cui temi verranno rielaborati nei "Capricci".
Il 6 febbraio 1799 mette in vendita i "Capricci", una serie di 80 incisioni satiriche, nella bottega di un profumiere liquorista. Solo dopo due settimane i "Capricci" vengono ritirati per ordine dell'Inquisizione, in quanto hanno suscitato notevole scandalo per la loro novità e crudezza.

Il passaggio tra il vecchio e il nuovo secolo vede l'alternarsi di incarichi di prestigio, come il ritratto di tutta la famiglia reale riunita, a lavori svolti per mancanza di denaro, come l'affresco della cupola della cappella di San Antonio della Florida a Madrid. Goya si deve anche adattare a lavorare per il ministro Godoy, favorito della regina, per il quale ritrae nuda e poi, nella stessa posizione, una modella, probabilmente l'amante del ministro. Le due opere, conosciute come "La Maya denuda" e "La Maya vestida", sono tra le più scandalose dell'artista, in particolare la prima, in quanto in Spagna le immagini di nudo erano vietate dall'Inquisizione.

 
 
L'incisione, intitolata E non c'è rimedio, raffigura in primo piano un uomo bendato e legato a un palo. Ai suoi piedi uomini morti. A destra le canne di fucile. Sullo sfondo altri uomini legati a pali e soldati nell'atto di fucilarli.

Ma la situazione, nel 1806, precipita: la Spagna è invasa da Napoleone e, per sei anni, è un susseguirsi di sommosse, rappresaglie, disordini e spargimenti di sangue. Goya, in questo periodo, dipinge essenzialmente solo per se stesso, ma gli orrori di quel periodo lo spingeranno a realizzare, successivamente, opere come "La fucilazione del 3 maggio" e le incisioni "I disastri della guerra".
Nel 1812 muore la moglie Josefa e Goya decide di dividere il patrimonio con il figlio Javier, che intanto si è sposato e ha avuto un figlio, Mariano, che l'artista ama molto.

 
 
Dalle Follie, l'incisione Follia femminile, che raffigura un gruppo di donne che tendono un telo facendo volare in aria due bambini

Con il ripristino della monarchia borbonica, Goya torna a lavorare a corte, per il nuovo re Ferdinando VII e per il duca di Wellington, che egli detesta. È sottoposto ad un'inchiesta che, nel 1815, accerta la sua non collaborazione coi i francesi e ciò gli permette di riaccedere alla rendita che gli spetta.
Dopo un nuovo viaggio in Andalusia, compra la casa detta Quinta del Sordo, che egli affresca con le cosiddette "pitture nere". Nel frattempo ha pubblicato le incisioni della "Tauromachia" e produce le tavole delle "Disparates", ossia "Le Follie".

Viene colpito nuovamente da una malattia che lo porta vicino alla morte, ma, grazie a cure scrupolose, riesce a rimettersi.
Intanto la situazione politica spagnola vede continui rivolgimenti. Goya, allora, decide di andare in esilio volontario e cede la sua casa al nipote Mariano. Nel 1824, con il pretesto di una cura termale, parte per la Francia e si stabilisce a Bordeaux, dove lo raggiunge la giovane compagna Leocadia Weiss.
Nel 1826 si reca in Spagna, dove il re gli concede un vitalizio. L'ultimo viaggio a Madrid è l'anno seguente, per rivedere il nipote.

 

Nel 1828, dopo aver realizzato la sua ultima opera, "La lattaia di Bordeaux", muore il 16 aprile a ottantadue anni.

 
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