"I Capricci" è la serie di incisioni di Goya più conosciuta. Essa comprende 80 stampe di grande formato, numerate e firmate e dai soggetti più diversi.
Il termine "capricci", infatti, serviva per indicare i pensieri stravaganti che davano origine a raffigurazioni di fantasia; in tale modo gli artisti potevano permettersi grande libertà creativa, senza dover rispettare i soggetti e le regole convenzionali e potevano rappresentare tematiche serie e satiriche. In precedenza artisti come il Tiepolo e il Piranesi avevano realizzato dei "Capricci", ma con Goya il genere raggiunge il suo culmine.
L'artista spagnolo si proponeva di rappresentare i pregiudizi, le menzogne, le superstizioni, le assurdità e gli inganni degli esseri umani. La sua satira colpiva ogni classe e categoria, non risparmiando la Chiesa, la nobiltà e la stessa famiglia reale.
Le incisioni, stampate in 300 esemplari, furono messe in vendita nel febbraio del 1799 in un negozio di liquori e profumi nella stessa via in cui abitava Goya. Le intenzioni dell'artista erano di ottenere un buon guadagno e mise anche un annuncio pubblicitario su un giornale di Madrid, in cui spiegava il significato della sua raccolta.
Appena furono in commercio "I Capricci" crearono scandalo, per la loro novità e crudezza e perché alcuni dei contemporanei vi si riconobbero. In pochi giorni intervenne l'Inquisizione stessa per togliere dalla circolazione le incisioni ritenute scandalose e blasfeme.
Nel 1803, per preservare le sue opere e come misura cautelativa per se stesso, Goya cede i rimanenti de "I Capricci" al re, ottenendo in cambio una borsa di studio per il figlio Javier.

Annuncio pubblicitario dal Diario de Madrid del 6 febbraio 1799
"Una collezione di stampe dai temi capricciosi, inventate e incise all'acquaforte da don Francisco Goya. L'autore, essendo persuaso del fatto che la censura degli errori e dei vizi umani (benché propria dell'Eloquenza e della Poesia) possa anche essere oggetto della Pittura, ha scelto come argomenti adatti alla sua opera, tra la moltitudine di stravaganze e falli comuni di ogni società civile, e tra i pregiudizi e menzogne popolari, autorizzati dalla consuetudine, dall'ignoranza o dall'interesse, quelli che ha ritenuto più idonei a fornir materia per il ridicolo e a esercitare allo stesso tempo la fantasia dell'artefice.
[...]
La Pittura (come la Poesia) sceglie dall'universale ciò che giudica più consono ai propri fini: riunisce in un unico personaggio fantastico circostanze e caratteristiche che la Natura ha suddiviso fra molti, e da una tale combinazione, ingegnosamente disposta, deriva quella felice imitazione per cui un buon artefice acquisisce il titolo di inventore e non di servile copista.
È in vendita in calle del Desengaño 1, nella bottega dei profumi e liquori al prezzo, per ogni collezione di 80 stampe, di 320 reales."
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