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Goya. I Capricci, I Disastri della Guerra, Le Follie

Il film "Goya"

Scena del film "Goya". In primo piano una donna sdraiata coperta da un telo, posa per il pittore che si vede seduto dietro di lei.

Il Museo del Territorio offre al suo pubblico la possibilità di conoscere maggiormente la figura di Goya attraverso la proiezione del film "Goya" di Carlos Saura.
 
L'appuntamento è per ogni venerdì sera, a partire da venerdì 7 gennaio 2005, presso la Sala Convegni del Museo alle ore 19.
 
L'ingresso è gratuito

 
 

Scheda tecnica
Regia: Carlos Saura
Attori: Jose' Coronado (Goya Giovane), Daphne Fernandez (Rosario), Francisco Rabal (Goya), Eulalia Ramon (Leocadia), Maribel Verdu' (Duchessa D'alba)
Soggetto: Carlos Saura
Sceneggiatura: Carlos Saura
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Julia Juaniz
Scenografia: Pierre-Louis Thevenet
Costumi: Pedro Moreno
Musica: Roque Baños
Titolo originale: Goya en Burdeos
Distribuito da: Italian Itnernationa Film (2000)
Prodotto da: Andres Vicente Gomz - Lif, Rai, Television Espanola (Tve), Via Digital, Lola Films, S.a.
Durata: 100 minuti circa
 

 

Trama
Francisco de Goya vive in esilio a Bordeaux insieme all'ultima delle sue amanti Leocadia Zorrilla De Weiss. Ha 82 anni e una figlia adolescente di nome Rosario. Stanco e affaticato, Goya rievoca alla figlia alcuni dei momenti più significativi della propria vita passata attraverso turbolente fasi storiche: sconvolgimenti politici, passioni, invidie si sono avvicendati con alterne fortune. Eccolo raccontare di quando in Spagna voleva diventare pittore ufficiale alla corte di Ferdinando VII. A 45 anni diventa sordo, e comincia a realizzare una serie di disegni chiamata 'I capricci'. Poi viene incaricato di dipingere a Lisbona la vita di S. Antonio. Sull'altopiano di S. Isidro cerca ispirazione ma ha un incubo e i personaggi dipinti lo accerchiano. Nel 1794 fa il ritratto della duchessa d'Alba, e se ne innamora. Qui si sofferma, e riferisce a Rosarito, i segreti di altri dipinti sulla duchessa, morta avvelenata su ordine della regina Maria Luisa. Ripreso il racconto, ricorda di quando vide il Velasquez autore della 'Famiglia' e ne restò molto impressionato: quella era un'altra realtà. Poi ancora battaglie, tanto sangue, tanta violenza. E ora, sul letto di morte, Goya invoca il nome di Cayetana d'Alba. Goya muore; un bambino, lui stesso, nasce.

 

Critica
"Nel rievocare l'arte, gli amori, le invidie e la passione politica del grande artista aragonese, Carlos Saura sceglie un approccio da kolossal onirico visionario, prestando ovviamente molta attenzione alla pastosità dei colori, delle linee, delle ombre e delle luci (la fotografia è di Vittorio Storaro). Il risultato è un affresco sontuoso e cupo che valorizza la sua personalità turbolenta ma anche i grandi avvenimenti storici spagnoli". (Fabio, Bo, Il Messaggero, 21 aprile 2000)

 
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