Evgenij Chaldej nasce nel 1917 a Jusowka (Ucraina), da genitori ebrei.
Nel 1933 inizia a lavorare in uno studio fotografico e nel 1936 è reporter per l'Agenzia Tass di Mosca.
Corrispondente di guerra durante la "Grande Guerra Patriottica", accompagna, con la sua Leica l'esercito sovietico da Murmansk a Berlino, e documentando la liberazione di Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria e l'entrata in Vienna. 1.148 giorni e 30.000 km con l'Armata Rossa.
Nel 1946 segue il processo di Norimberga e la conferenza di pace di Parigi. Nel 1949 è licenziato (?) dalla Tass.
Dal 1956 al 1971 lavora per la Pravda.
Muore nel 1997 a Mosca.
Nel suo Paese Chaldej rimase sempre molto popolare mentre nel resto del mondo venne quasi dimenticato, finché, dopo il 1991, a seguito dei mutamenti politici e sociali in atto, le sue immagini vennero proposte in numerose rassegne aperte in Europa (Perpignan, Ginevra, Parigi, Budapest, Vienna, Berlino) e negli Stati Uniti (New York, San Francisco), dove fu ricevuto anche dal Presidente Bill Clinton, ritrovando nuovamente la meritata fama mondiale. Le sue immagini sono apparse così sulle più importanti riviste internazionali come Life.