



Con Sguardi e Riguardi quattro fotografi portano il loro sguardo analitico e stilistico sulle trasformazioni del Biellese contemporaneo, aprendo uno spazio di lettura e confronto che dovrà avere nuove tappe nel futuro.
Nel 2006 nello spazio espositivo del Project Store di Valle Mosso è stata allestita la mostra S/guardi e Ri/guardi che presenta, in 45 immagini, Valle Mosso attraverso l'obbiettivo di sei fotografi. Il progetto, a cura di Fabrizio Lava, è affidato a Damiano Andreotti, Pier Giorgio Bassoli, Fulvio Bortolozzo, Pier Carlo Gabriele, Diego Morales e dallo stesso Fabrizio Lava. La diversità dei linguaggi e delle scelte estetiche e ovviamente quella del filtro e del registro culturale dei singoli autori restituiscono una Valle Mosso poliedrica e inaspettata.
Da questo primo lavoro nasce l'idea di dare continuità al quel percorso visuale con l'allargamento dei confini a tutto il Biellese orientale con una nuova campagna fotografica da "terra", una analisi sullo stato attuale delle cose. Una lettura che si rifà all'esperienza dell'Archivio dello Spazio della provincia di Milano e che ha lo scopo di censire lo stato dei fatti per favorire una riflessione.
Nel progetto convivono la ricerca in b/n di Pier Carlo Gabriele che attraverso la dosatura dei pieni e dei (pochi) vuoti registra in modo puntuale il paesaggio, insieme alle fotografie di Damiano Andreotti che compie un viaggio attraverso i non luoghi che pochi vedono ma molti attraversano.
Fulvio Bortolozzo invece aspetta quella luce particolare dell'appena dopo tramonto che ci restituisce forme e colori sorprendenti, quasi a dar voce ad una richiesta per contrastare il colore grigio che domina il nostro territorio urbano.
Fabrizio Lava chiude il percorso di immagini con una ricerca sui nuovi spazi di aggregazione: luoghi senza identità, privi di storia, ambienti che, spogliati dalla frenesia e dal viavai, rimangono desolati e inermi, svuotati dal loro surrogato d'individualità.
La diversità dei linguaggi e delle scelte estetiche e, ovviamente quella del filtro e del registro culturale dei singoli autori, restituiscono una panoramica poliedrica e inaspettata.