Giorgio Cigna (Biella 1939 - Biella 2005) si forma a Milano alla fine degli anni Cinquanta in un clima ricco e vivace, caratterizzato dalle attività delle neo-avanguardie e dalla compresenza dell'ultimo informale, del Realismo Esistenziale e delle prime ricerche nell'ambito della Nuova Figurazione, destinate a confluire nella Pop italiana.
La sua vocazione sperimentale è precoce e si manifesta già nelle aule dell'Accademia: il giovane Cigna è dotato di un talento onnivoro, aperto e curioso di tutte le forme e i materiali possibili, e in questo sensibile alla cultura del surrealismo e delle neo-avanguardie: nascono così le sue più note combinazioni e assemblages di plastiche, pittura, concrezioni materiche, rilievi e affascinanti sculture.
Nel percorso di Giorgio Cigna, che si muove per tutta la vita fra lo studio di Milano e quello più appartato di Biella, emergono alcune tematiche di grande forza, intuite con tempestività e sicurezza: prima fra tutte l'ecologia e quella speciale partecipazione alle sofferenze della natura e dell'ambiente che lo accompagnerà fino agli ultimi anni.
Biella per lui resterà sempre un prezioso luogo di meditazione, indispensabile per proteggere la sua libertà di pensiero e di ricerca dalle ingerenze di un mondo dell'arte e di un mercato troppo aggressivo e invadente .