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Mario Piacenza (1884-1957). Un' avventura tra mito e scienza

Caucaso e Persia

 
 

In questa sezione si potrebbero esporre le fotografie relative ai due viaggi in Asia Centrale, quello del 1910 e quello del 1913. Il primo aveva quale obiettivo la scalata del Dich Tau, ma lo scopo non venne raggiunto a causa della morte di una delle guide. I membri della spedizione rientrano in Italia, mentre Mario Piacenza, da solo, prosegue il viaggio in Georgia, Armenia, Persia, Turchia e Turkestan, incurante della guerra che sta infuriando in Persia e a Teheran in particolare. Durante questa avventurosa esperienza ha anche l'occasione di scalare altre impegnative vette, quelle del Monte Kasbek, del Grande Ararat, del Demaved e del Kindshakai-Kok.
1913: secondo viaggio in Asia, ora nella regione del Kashmir e del Caucaso. I ruoli dei componenti della spedizione sono significativi, infatti oltre alle ovvie e indispensabili guide alpine, vi sono un fotografo esperto in riprese d'alta montagna, Erminio Botta, già collaboratore di Vittorio Sella in altri viaggi extra-europei, un fisiologo, Lorenzo Borelli, e infine un geografo, Cesare Calciati. Nulla è lasciato al caso. Si ricerca, per ogni possibile difficoltà che potrebbe nascere nel corso del viaggio, il massimo dell'esperienza e della conoscenza. Riescono questa volta a scalare il Kum, vetta superiore ai 7.000 m., prima spedizione italiana a superare tale quota, terza mondiale. Qui andrebbero allora esposte quelle fotografie denotate da una maggiore attenzione per gli aspetti scientifici ed etnografici, creare un dialogo parallelo tra osservazioni scientifiche e immagini documentarie.

Da sinistra: Gruppo di donne indigene, Casa e gruppo di indigeni, Veduta delle case di una città e sovrastante la fortezza

 
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